Metafisica
Elenco degli articoli
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«Non-due», «non-uno», «non-tre», «non-mille».
Il successo occidentale del «non-due» (advaita) si spiega con la forza della sua formulazione negativa, che esprime l’identità ultima tra ātman e brahman pur lasciando sussistere una distinzione relativa. Questa logica apofatica non è però propria solo dell’India: in altre tradizioni si possono trovare formule analoghe, come «non-Uno» per indicare l’aldilà dell’essere (Non-Essere) nella metafisica cristiana o neoplatonica, «non-Tre» per esprimere paradossalmente il mistero trinitario, e «non-Mille» per evocare l’unità del Corpo mistico di Cristo che riunisce la moltitudine. Queste formulazioni paradossali servono a superare le opposizioni concettuali ordinarie e ad aprire l’intelligenza al mistero dell’Uno e del molteplice. In numerose tradizioni spirituali, il loro esito è la scomparsa dell’io individuale, condizione dell’unione con l’Assoluto. Così, le formule antinomiche non costituiscono una dottrina in sé, ma degli strumenti intellettuali che permettono di rompere una logica troppo ristretta e di intravedere una realtà metafisica più profonda.
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Per una metafisica dell’incontro
Questo testo propone una metafisica dell’Incontro concepito non come un semplice scambio tra entità preesistenti, ma come il processo stesso attraverso il quale gli esseri giungono a se stessi. Inserendosi nella convergenza delle tradizioni metafisiche, esso afferma che l’Incontro costituisce un’ipostasi fondamentale della realtà. Il Dialogo non è più un semplice mezzo passivo, ma un motore attivo dotato di una funzione generativa, singolarizzante e trasformativa. L’autore propone una struttura quaternaria (Coscienza Pura, Risonanza, Manifestazione, Dialogo) nella quale il Dialogo attualizza dinamicamente gli altri principi. Questa prospettiva trova un ancoraggio privilegiato nel Vangelo di San Giovanni, dove l’Incontro appare come il modo stesso della rivelazione e della trasformazione ontologica.
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Il metafisico, fonte di ogni scienza ed essenza di ogni religione
Se si torna sempre a Platone e Aristotele, è perché hanno stabilito una volta per tutte, scientificamente e filosoficamente, cosa si intende per Causa e accesso a questa Causa; ciò che viene chiamato metafisica. Da allora, ogni scienza dipende da essa e ogni religione ne fa sostanzialmente riferimento.
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Ritorno a una metafisica della bellezza
“Art-con”, “con” per “contemporaneo” o “concettuale”, si autodenuncia annunciandosi come tale (in francese, “con” significa idiota). L’obiettivo è quello di ripercorrere il cammino dall’odierna pseudo-arte ufficiale, finanziaria e mediatica, a un’arte “originale”, non contaminata dalle esigenze della scuola, a una “bellezza” trascendente riconosciuta come tale.
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La nozione giapponese di “Aïda”
Il film “A perdita d’occhio” di Morena Campani e Mieko Matsumoto rivela la nozione di aïda, molto particolare nella cultura giapponese. Ecco come si può intendere.
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La pratica metafisica è religione
Sotto questo titolo provocatorio si nascondono una serie di proposte per affinare la definizione di metafisica, in particolare in relazione alla religione.
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Metafisica, il linguaggio del silenzio
La natura della conoscenza è diversa tra dianoia, noèsis e gnosi. Ma se passa dalle parole al silenzio, quel silenzio è più pieno di tutte le parole.
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Metafisica logocentrica
La semplice definizione di metafisica ci porta a capire che la metafisica è per sua natura centrata sul Logos. Ma non è forse lo Spirito Santo che rivela il Figlio a cui possiamo rivolgerci?
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La gnosi e le “possibilità della non-manifestazione”, René Guénon e la dottrina della creazione
In un precedente libro di Jean Borella, Problèmes de gnose, c’è un capitolo VI intitolato “gnosi e gnosticismo in René Guénon”. Questa presentazione permette non solo di approfondire la distinzione tra gnosi e gnosticismo nell’opera dello stesso Guénon, ma anche di caratterizzare la dottrina guénoniana della gnosi, a partire dalla nozione puramente metafisica di possibile. Questa difficile questione di Possibilità e Realtà merita ancora di essere esplicitata, e questo è lo scopo di questo articolo. Poiché il nostro unico obiettivo è quello di rendere più accessibile il testo di Jean Borella, non abbiamo introdotto nulla che non fosse presente nel testo originale e abbiamo fatto del nostro meglio per non alterarlo in alcun modo. Si tratta comunque di un riassunto, il cui capitolo VI, con le due appendici, è di 75 pagine.
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Metafisica, scienza e religione – Un’introduzione
Questa conferenza è stata pensata come una breve introduzione alla metafisica per gli accademici di altre discipline, da tre punti di vista: una breve storia della metafisica, la scienza moderna e la metafisica, e il significato di una “metafisica cristiana”.
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Ragione e intelligenza, le due facce della mente
Comprendere la distinzione tra ragione e intelligenza offre agli esseri umani la possibilità di uscire dal loro confinamento mentale all’interno di giochi concettuali. Facendo un passo indietro, possiamo distinguere all’interno della ragione stessa i diversi regimi secondo cui opera e, soprattutto, renderci conto che l’intelligibile trascende il pensabile per il miglioramento del pensiero umano.
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Paradossi della ragione, paradossi dell’intelligenza
I tre tipi di paradossi: paracosmie, paralogie, paradossie si rivelano potenti lezioni per le distinte facoltà della ragione e dell’intelligenza. Potremmo anche chiamarli “operatori metafisici”.