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Metafisica del sesso

Bruno Bérard

La traduzione e la pubblicazione in italiano sono previste per il 2024.

Questo libro è stato scritto in francese, gli elementi di presentazione che seguono sono stati tradotti in italiano.

Dalla Metafisica del sesso di Julius Evola del 1958, è trascorso molto tempo, con, in particolare, studi di genere, cambiamenti nello status degli omosessuali, scoperte scientifiche in materia di sessualità e sessualità, lavori accademici sugli esoterismi sessuali e fino a una certa evoluzione delle posizioni della Chiesa cattolica

Nel suo libro Julius Evola rinunciò esplicitamente alla metafisica a favore del “transpsicologico, transfisiologico” (sic) e della magia, il che rende il titolo del suo libro particolarmente ambiguo.

Al contrario, questa Metafisica del sesso, moderna ma basata su un’antropologia tripartita: corpo, psiche, spirito, aggiorna la questione dai vari angoli delleericevuto sesso, i limiti del genderismo, le sessualità, le tecniche sessuali (tantra, tao, Karezza), religioni (chirsitianesimo, ebraismo, islam), esoterismi sessuali (in particolare Böhme, Swedenborg) e gli elementi metafisici più notevoli in Ibn ‘Arabī o Jean Borella (le sue meditazioni sulla Genesi).

Sommario

Prefazione

  1. Prima parte. Sesso, Genere, Sessualità; un breve inventario

    1. Cap. I. Uno, due, tre, quattro, cinque, sette, nove sessi o più?
    2. Cap. II. Tipo buono, tipo cattivo
    3. Cap. III. Sessualità
    4. Cap. IV. Società e sessualità
  2. Seconda parte. Amore sessuale

    1. Cap. V. Amori
    2. Cap. VI. Le differenze estreme
    3. Cap. VII. tecniche sessuali
  3. Terza parte. Metafisica del sesso

    1. Cap. VIII. Relazione di sintesi
    2. Cap. IX. Amore e morte
    3. Cap. X. Verso una dottrina dell’amore sessuale
    4. Cap. XI. Magia sessuale, misticismo e spiritualismo
    5. Cap. XII. Simboli dell’atto sessuale
    6. Cap. XIII. Filosofia profetica e mistica del sesso
    7. Cap. XIV. Spiritualità dell’unione dell’amore sessuale
    8. Cap. XV. Metafisica dei sessi
    9. Cap. XVI. Origine e prospettive escatologiche del sesso
    10. Cap. XVII. Filosofia della sessualità

Estratto

L’umanita prevale il sesso. L’essere umano è il primo ad essere, prima di essere uomo o donna. Questo è vero per i battezzati nel cristianesimo («Non c’è né giudeo né greco, né schiavo né libero e non ‘maschio e femmina’”, Ga III, 28). Così è anche nel Corano, che usa spesso zawj, parola araba che significa insieme uomo e donna, tanto che «l’uso di questo termine ha portato alcuni teologi musulmani a dire che la persona umana è fondamentalmente indeterminata, ma come rivestita in un involucro corporeo sessuato» (cfr Omero Marongiu-Perria). Per dirla come Aristotele, la specie umana ha un’essenza (che il più ampio “genere animale” non ha), il ricevuto sesso è un accidente.

Il ricevuto sesso prevale la natura del sesso. Se l’essere umano è un sesso, è perché è un sesso (cfr Henri Boulad, s.j.), e non entrambi, vale a dire che ogni sesso è solo un lato dell’umano. Qualunque sia la ricevuto sesso (maschile, femminile, né realmente l’uno né l’altro, in parte entrambi), essa si riferisce ai due lati dell’umano, ai due tipi generici e mutuamente esclusivi dell’umanità (non c’è nessun ermafrodito umano). Questa ricevuto sesso segna l’essere umano con la sua incompletezza ontica: l’essere umano, nella sua esistenza, è fondamentalmente incompleto. L’essere umano, all’incrocio tra il mondo (orizzontale) e la sua Origine (verticale), scopre la sua incompiutezza ontica (orizzontale) che lo rimanda alla sua dipendenza ontologica (verticale).

Lo stato sessuale prevale la funzione sessuale. Lo stato sessuale, il fatto di essere sessuati, è primario, la funzione sessuale è secondaria, e anche facoltativa: per volontà (monaci, sacerdoti, asceti) o per nascita, anche temporaneamente (persone asessuate). Ciò significa che l’essere sessuale insegna all’essere umano prima la sua incompletezza ontica, solo dopo l’opzione sessuale. Ciò significa anche che il ricevuto sesso insegna qualcosa di diverso dalla sessualità. Le virtù della femminilità e della mascolinità (e non della virilità, come abbiamo visto) sono modi, modi di riconoscere e vivere la propria dipendenza dall’Origine e la propria deformità: la dualità formale-materiale di qualsiasi immagine. Ognuna di queste due virtù, per la semplice scoperta intima della dualità maschio-femmina, ognuno le possiede in gradi diversi. [pp. 218-219]

Epitome

Leibniz si chiedeva: “Perché c’è qualcosa piuttosto che niente? Qui ci si chiederà: perché c’è il sesso? Da dove vengono i sessi, a cosa si riferisce la sessualità? E gli amanti dopo la morte?

Rispondere a queste domande che tutti si pongono è l’oggetto di questa metafisica del sesso – scientificamente moderna, ma secondo la tradizionale tripartizione umana: corpo, psiche e spirito, e in rottura con l’approccio transpsicologico e transfisiologico di Julius Evola (il suo 1958 Metafisica del sesso).

È una metafisica aperta, poiché è necessario rendere conto della varietà di sessi ricevuti, dei generi e delle sessualità. Questo non ti impedirà di scoprire un certo numero di idealità (di perfezioni), sessuali e spirituali. Da quel momento in poi, praticamente, tutto parteciperà a queste potenziali perfezioni, in misura maggiore o minore.

Da tempo ormai il numero di sessi ricevuti ha superato di gran lunga le due più conosciute: maschile e femminile. Allo stesso modo, l’elenco dei generi e delle sessualità rivendicati sta crescendo.

Nonostante siano state censite 547 parafilie (il nuovo nome della perversione) e le tecniche sessuali siano ampiamente diffuse (Tao, Tantra, Karezza), l’essere umano sembra sempre preferire una relazione a due, in un contesto amoroso e senza tecnica particolare.

L’amore sessuale ha quindi mantenuto il suo pieno posto e le cause e le ragioni ultime di questo stato di cose meritavano una comprensione metafisica.

Il simbolismo dell’atto sessuale, la spiritualità dell’unione dell’amore sessuale, la mistica del sesso sono tutte strade da percorrere per scoprire le potenzialità del sesso.

Da lì si risale al Principio per trovare l’origine dei sessi e il significato dell’atto sessuale poiché, se necessario, la neurobiologia lo conferma, non c’è istinto riproduttivo nell’essere umano. I migliori elementi di spiegazioni metafisiche si trovano nel grande sufi andaluso Ibn ‘Arabī (1165-1241) e in Jean Borella (1930-). Se Eraclito, Platone, Cartesio, Spinoza, Leibniz, Kant, Nietzsche o Schopenhauer non ne hanno detto quasi nulla, probabilmente è perché erano tutti celibe.

Questo libro offre così, per la prima volta, un panorama che copre il recivuto sesso, il genere e la sessualità alla luce delle religioni, delle filosofie e delle tecniche sessuali, con un’interpretazione metafisica dell’esistenza dei sessi e dell’atto sessuale.

Intervista

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