Elenco degli articoli
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Metafisica
La metafisica come antidogmatismo e come non-sistema
La metafisica non è solo una scienza, è anche una via. Come scienza, appare extralinguistica nella misura in cui porta oltre il concetto. Il concettuale, infatti, risulta essere il semplice passo verso il conoscibile. Pertanto, la metafisica non può mai essere ridotta a un sistema. Andando oltre se stessa, questa scienza diventa nescienza; è quindi per sua natura antidogmatico. Come via, la metafisica lo conferma: è il termine di illusione oggettiva per le intelligenze che sanno chiudere gli occhi (S. Dionigi Areopagita). La mente cerca solo ciò che ha già trovato (Pascal, Chrétien de Troyes).
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Metafisica e theologia
L’ologramma cristologico o il Cristo ologrammatico
Associare l’immagine dell’ologramma al Cristo può agevolare la meditazione di uno dei misteri più impenetrabili: quello dell’Uno e dei molti (in termini metafisici), che comprendono entrambi i lati della molteplicità, e quello del Divenire (Creazione) e del Riassorbimento (Pleroma).
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Metafisica e filosofia
Chrono-Sophia. Riflessioni sulla fine dei tempi
Una riflessione sulla fine dei tempi si ricollega a diverse questioni chiave quali il tipo di tempo (ciclico o lineare), l’inizio dei tempi, gli annunci della fine e il destino escatologico del singolo uomo, dell’umanità e del mondo… argomenti questi probabilmente tra i più vasti e profondi. Lo scopo di questo breve documento, quindi, è solo quello di delineare quelle che crediamo essere le indicazioni chiave per una corretta riflessione sulla fine dei tempi. Esso concorda in massima parte col lavoro di Jean Borella (in particolare, Marxisme et sens chrétien de l’histoire, Paris: L’Harmattan, 2016, pp. 225-285, per i primi quattro paragrafi), focalizzando e sottolineando alcune originali prospettive cristiane relative a tali argomenti.
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Metafisica e theologia
La Guarigione in due tempi
Il simbolismo della Croce che i cristiani vivono ritualmente è universale, appartiene a tutte le religioni e le precede. In questo senso potremmo dire che Cristo è morto in croce proprio in forza del simbolismo metafisico della Croce((Cfr. Abbé Henri Stéphane, Introduction à l’ésotérisme chrétien, Dervy-Livres, Paris, 1979, saggi raccolti e annotati da François Chenique, ried. Dervy, 2006.)). Simbolismo che rimanda alla congiunzione di due elementi di ordine diverso: il Raggio creatore e il piano dell’esistenza, e soprattutto, all’archetipo metafisico corrispondente, ovvero, all’implicazione reciproca di Trascendenza e Immanenza assolute. Se la Trascendenza può “immetterci” nella Verticalità (secondo tempo), è tuttavia necessario prima “centrarsi” e diventare quel punto – quell’assente spaziale elementare – in cui si rivela l’Immanenza (primo tempo). Questi sono i due tempi della “Guarigione” totale.