Il “sovrintelligibile” è un «luogo» divino che indica il carattere ancora illusorio del mondo intelligibile.
In altre parole, il sovrintelligibile designa la Realtà o la Conoscenza che supera ciò a cui lo spirito umano può giungere, ma a cui può talvolta assentire per effetto di una grazia del tutto gratuita.

Più precisamente

Il sovrintelligibile non costituisce un livello superiore dell’intelligibile, ma il suo al-di-là: un ordine in cui ogni dualità — soggetto/oggetto, conoscente/conosciuto, sapere/sapiente — si risolve nell’unità principiale.
Non è quindi un oggetto di conoscenza, ma il principio stesso della conoscenza, anteriore a ogni presa discorsiva o intuitiva.

L’intelligibile si riferisce all’intelletto (intellectus), facoltà di conoscenza partecipativa;
il sovrintelligibile appartiene all’Inconoscibile — non come nulla, ma come Pienezza che supera ogni determinazione.
Non può quindi essere conosciuto, ma soltanto ricevuto in un’immediatezza supra-noetica.

Possiamo dire che:
— il sensibile è l’oggetto della percezione;
— l’intellegibile, l’oggetto dell’intuizione intellettuale;
— il sovrintelligibile, l’oggetto della non-conoscenza (in senso cusano), o della gnosi come grazia.

In alcune tradizioni, esso corrisponde alla Deità al di là dell’Essere — il Principio supremo, senza nome, senza determinazione, inoggettivabile.
Il sovrintelligibile non è compreso: è attestato, talvolta presentito, in un’unione che eccede ogni operazione mentale.

Per approfondire

  • Platone, Repubblica VI–VII; Parmenide — il Bene «al di là dell’essere».
  • Plotino, Enneadi V–VI — l’Uno al di là dell’Intelletto.
  • Proclo, Teologia platonica — gerarchia Uno / Intelletto / Anima e superamento dell’intelligibile.
  • Pseudo-Dionigi, Teologia mistica; Nomi diviniapofasi e «tenebra sopraluminosa».
  • Maestro Eckhart, Sermoni — la Deità al di là di Dio e dell’essere.
  • Nicola Cusano, De docta ignorantia — la non-conoscenza come via al sovrintelligibile.
  • Tommaso d’Aquino, Summa theologiae I, q.12 — visione dell’essenza divina e limiti delle potenze create.
  • Jean Borella, La crisi del simbolismo religioso; Il senso del soprannaturaleintelletto, intellegibile, apertura al sovrintelligibile.
  • Bruno Bérard, Sui sentieri della metafisica — gerarchia delle facoltà (ragione / intelligenza / sovrintelligibile).
  • Śaṅkara, Commenti alle UpaniṣadParabrahman al di là di ogni determinazione (neti neti).
  • Lao-Tzu, Daodejing — il Dao che si può nominare non è il Dao supremo (dimensione apofatica).
  • Gregorio di Nissa, La vita di Mosè — la tenebra teofanica come segno dell’al-di-là dell’intellegibile.
  • Massimo il Confessore, Ambigua — partecipazione e deificazione al di là dei logoi.