In Dionigi l’Areopagita, Hypertheos significa «più che Dio», «al di là di Dio». Non designa un altro dio, ma Dio al di là di tutto ciò che il nome “Dio” può esprimere. Indica la Trascendenza assoluta del Principio: al di là dell’essere, al di là di ogni nome, attributo o determinazione concettuale.
Più precisamente,
i nomi catafatici (positivi) di Dio — Buono, Sapiente, Creatore, Trinità, ecc. — sono veri, ma insufficienti, perché nominano Dio nella sua manifestazione, come Colui che si rivela. Hypertheos, invece, indica Dio nella sua propria profondità, prima della manifestazione, oltre ogni predicazione; è il cuore della teologia apofatica, che procede per negazione (aphairesis) e infine per silenzio.
È dunque necessario distinguere:
— Dio (Theos): relazionale, manifesto, rivelato, parlante, creatore
— Hypertheos: non-manifesto, ineffabile, oltre ogni determinazione, principio «anteriore» a Dio-come-rivelato
Non ci sono due assoluti, ma due modi di apprendere lo stesso Principio:
— nella manifestazione: Dio
— nella profondità non-manifestata: Hypertheos
Questa distinzione è in stretta sintonia con quella di Maestro Eckhart tra Dio (Gott) e la Deità (Gottheit): Dio è manifestazione personale, mentre la Deità è l’Assoluto indifferenziato, il fondo senza fondo (Abgrunt), anteriore a ogni nome. La Gottheit e il Hypertheos convergono: entrambi indicano Dio oltre Dio, il Divino oltre ogni immagine, parola o concetto.
Dal punto di vista dell’esperienza, il cammino verso Hypertheos è un’ascesa di purificazione, illuminazione e unione nella tenebra luminosa: l’intelletto, spogliato delle forme, non conosce Dio come oggetto, ma partecipa a Lui. La vera conoscenza è allora non-conoscenza, un passaggio nell’oltre-essere (hyperousios), dove il Principio è vissuto come presenza, non come concetto.
Per approfondire
- Dionigi l’Areopagita, I nomi divini & Teologia mistica, trad. M. de Gandillac, Aubier, 1943 — Sull’hyperousios (oltre-essere) e sulla logica dell’apofasi.
- Tommaso d’Aquino, Commento ai Nomi divini (Super Librum De Divinis Nominibus), ed. Leonina — Sull’interazione tra teologia catafatica e apofatica.
- Gregorio di Nissa, La vita di Mosè, trad. J. Daniélou, Cerf, 1955 — Sull’ascesa nella tenebra luminosa.
- Niccolò Cusano, De docta ignorantia, ed. H. Pasqua, Cerf, 2009 — Sulla dotta ignoranza e sull’eccedenza del Principio.
- Maestro Eckhart, Prediche e trattati, ed. A. de Libera, Gallimard, 2023 — Su Dio / Deità (Gott / Gottheit) e sull’Abgrunt («fondo senza fondo»).
- Jean Borella, Lumières de la théologie mystique (L’Âge d’Homme, 2002) — Sull’iper-teologia, la distinzione Dio / Deità e la logica della via negativa.
- Vladimir Lossky, La teologia mistica della Chiesa d’Oriente, Cerf, 1944 — Sull’apofatismo, le energie increata e la conoscenza per partecipazione.
- Denys Turner, The Darkness of God, Cambridge UP, 1995 — Sulla tenebra divina e sulla tradizione apofatica cristiana.
- Bruno Bérard, Sui sentieri della metafisica (Roma, Simmetria); trad. di Métaphysique pour tous (Paris, L’Harmattan, 2022); ingl. Metaphysics for Everyone ; spa. ¿Qué es la metafísica? ; ted. Was ist Metaphysik? — Su Hypertheos come designazione della trascendenza oltre Dio, e sulla sua relazione con la Gottheit / Deità in prospettiva partecipativa.