Estratto da La métaphysique du sexe (L’Harmattan, 2022), Parte 1. Sesso, genere, sessualità, una breve panoramica, cap. I. Uno, due, tre, quattro, cinque, sette, nove sessi, o più? Edizione in italiano prevista per il 2026.
Sesso, genere e sessualità costituiscono una trilogia di concetti relativamente intrecciati. Prima di elaborare una metafisica del sesso, un principio di realtà elementare richiede di studiare ciascuno di questi ambiti. Qui viene analizzata lo sesso (nel senso di sesso fisico e fisiologico). Tra un unico sesso e mille sessi, si tratterebbe già di stabilire il numero di sessi diversi in natura (umana). Senza svelare il mistero, vedremo che i sessi femminile e maschile non costituiscono categorie rigide. D’altra parte, bisogna convenire che si tratta di una tipologia imprescindibile.
The fundamental thing is that women are more like men than anything else in the world. They are human beings. Viris male and Feminais female, but Homois male and female1
Sessualità, genere e sessualità costituiscono una trilogia di concetti relativamente intricati: ad esempio, una donna biologica può essere socialmente un uomo (a seconda del suo stato civile e/o del suo comportamento di genere) e praticare l’omosessualità e/o l’eterosessualità fisio-psicologica. È quindi opportuno comprendere ciascuno di questi concetti prima di considerare le loro varie combinazioni. Partendo dal biologico, quanti sono i sessi? Questa domanda si pone almeno fin dall’antichità, ad esempio quando Aristofane espone un mito sulla creazione dell’uomo secondo tre sessi: maschio, femmina e androgino2.
Uno o due sessi?
Questa questione rimanda alle analisi storiche proposte da Thomas Laqueur3 secondo due modelli: il «modello unisex» (il corpo della donna è una versione ridotta di quello dell’uomo: avere o non avere… un pene)4 e il modello a due sessi (che coesistono in una «opposizione incommensurabile»). Secondo il primo modello, è il genere che è fondante e il sesso ne è solo la rappresentazione, mentre secondo il secondo, «il sesso […] è diventato fondante, il genere sociale non ne è più che l’espressione»5. A prima vista, la seconda visione è nata nel XVIII secolo, curiosamente nel momento in cui l’orgasmo femminile non era più considerato (dal punto di vista medico) una condizione necessaria per il concepimento6. Tuttavia, questa storia non è lineare: mentre l’irriducibile differenza anatomica appariva già molto netta nel XVI secolo, nel XX secolo Freud continuava a concepire la sessualità secondo il modello del sesso unico7.
Indipendentemente dall’interesse di questi modelli, è tuttavia opportuno contestare la riduzione del pensiero di Aristotele al «modello unisex» (alla Galeno ), in cui il genere prevalerebbe sul sesso 8. Certamente, per Aristotele, la superiorità è del produttore di sperma9 e l’uomo fornisce la forma e la donna la materia; tuttavia, quando afferma che «il contrario del maschio è la femmina, quello del padre, la madre» e che «in quanto maschio e in quanto padre, allo stesso tempo domina ed è dominato»10, ciò contraddice a nostro avviso sia il unisexismo che la precedenza del genere11.
Il «terzo sesso»
Al momento della stesura di questo articolo, la Corte costituzionale federale tedesca richiede una legge che consenta la menzione di un “terzo sesso”12; si tratta delle femministe o degli omosessuali tedeschi13? Naturalmente non è così; questo terzo sesso è innanzitutto di natura cromosomica.14
Tuttavia, se la questione è stata sollevata, è perché questo “terzo sesso”, nell’epoca contemporanea, ha inizialmente riguardato quella che in seguito sarebbe stata definita la “donna emancipata”, inaugurata da Mademoiselle de Maupin, prima di riferirsi aciò che oggi chiamiamo “donna emancipata”. nell’epoca contemporanea, riguardava inizialmente quella che in seguito sarebbe stata definita la «donna liberata», inaugurata da Mademoiselle de Maupin, prima di riferirsi all’omosessualità maschile15, poi femminile16:
In realtà, nessuno dei due sessi è il mio […] appartengo a un terzo sesso a parte che non ha ancora un nome.17
Quattro sessi?
Il canone Pāli18, nel suo codice di condotta clericale (Vinaya), distingue quattro sessi, ovvero, oltre ai tipi maschile e femminile: da un lato ubhatobyanjanaka (ubhato = doppio, byanjana = segno), che rimanda all’androginia, e, dall’altro, pandaka (probabilmente da anda = uovo o testicolo), che indica una deficienza o incapacità sessuale o riproduttiva19.
Da un punto di vista più strettamente biologico, si potrebbero anche definire quattro sessi aggiungendo ai due tipi maschio e femmina le varianti, in stile orientale, «né l’uno né l’altro» (asessuato) e «sia l’uno che l’altro» » («ermafrodito» o «bisessuato»), quest’ultimo caso non esistente.
Cinque sessi?
La biologa Anne Fausto-Sterling (1944-) ha proposto di considerare cinque sessi 20 secondo una definizione essenzialmente gonadica del sesso: maschio, femmina, «merm» (con testicoli e alcuni aspetti dell’apparato genitale femminile ma senza ovaie), «ferm» (con ovaie e alcuni aspetti dell’apparato genitale maschile ma senza testicoli) e «herm » (con un testicolo e un’ovaia), gli ultimi tre costituiscono tre intersessuali, sapendo che, secondo i suoi studi, il sesso è un continuum tra i due tipi più frequenti 21
Questa classificazione corrisponde più o meno all’attuale tassonomia delle anatomie sessuali congenite, che divide gli esseri umani in cinque tipi:
- Femmina, che presenta solo l’anatomia sessuale femminile standard;
- Maschio, che presenta solo l’anatomia sessuale maschile standard;
- Femmine pseudoermafrodite, che presentano una combinazione delle anatomie femminili e maschili standard, ovaie (ma non testicoli né ovotestis22) e un corredo cromosomico “XX”;
- Maschi pseudoermafroditi, che presentano una combinazione delle anatomie femminili e maschili standard, testicoli (ma non ovaie né ovotestis) e un corredo cromosomico “XY”;
- Ermafroditi veri, che presentano almeno un’ovaia e almeno un testicolo, o almeno un ovotestis (questa definizione non dipende dalla presenza di nessun altro elemento dell’anatomia sessuale né dalla configurazione cromosomica).23
Questa classificazione, più o meno quella di Edwin Klebs (1834-1913) del 187624, è criticata proprio per il suo carattere gonadico privilegiato (a scapito degli altri componenti della sessualità), ma anche per l’uso improprio del termine ermafroditismo25, che può causare confusione e danni in ambito clinico. Infatti,
la struttura gonadica non è correlata al fenotipo26, il genotipo27, la fisiologia, la diagnosi né l’identità di genere.28
Sette sessi?
Il consorzio americano CMDSD (Consortium on the Management of Disorders of Sex Development) ha definito cinque disturbi dello sviluppo sessuale, per cui si potrebbero considerare sette sessi in totale. Questi cinque disturbi tipici sono:
- uno sviluppo congenito di organi sessuali ambigui (iperplasia congenita delle ghiandole surrenali e androgenizzazione prenatale, ipertrofia clitoridea, micropene…);
- Una disgiunzione congenita dell’anatomia sessuale interna ed esterna (sindrome da insensibilità completa agli androgeni29, deficit di 5-alfa-reduttasi30;
- uno sviluppo incompleto dell’anatomia sessuale (agenesia vaginale, disgenesia gonadica, ecc.);
- anomalie cromosomiche sessuali (sindrome di Turner, di Klinefelter, mosaicismo cromosomico…);
- disturbi dello sviluppo gonadico (ovotestis, ecc.).
Questi disturbi comprendono quindi anomalie sessuali dei cromosomi, delle gonadi, dei dotti riproduttivi e degli organi genitali. In questo contesto, il termine “intersessuale” viene evitato a causa della sua imprecisione.31
Nove sessi?
Sulla base di quattro profili genetici: XY (maschio tipico, circa il 48% delle nascite), XXY, X0 e XX (femmina tipica, 48%), si finisce per definire nove sessuazioni distinte.
– Innanzitutto, le sindromi di Klinefelter e Turner, che il CMDSD raggruppa, sono distinte, la prima di tipo cromosomico XXY (testicoli ridotti, ghiandole mammarie; 0,16% delle nascite), la seconda di tipo X0 (aspetto femminile, ma sviluppo incompleto delle ovaie; 0,04%).
– Successivamente, il tipo maschile (XY) dà luogo a tre varianti: Anomalia degli organi genitali (testicoli invisibili, pene piccolo; 1%), pseudoermafroditismo maschile dovuto al deficit di 5-alfa (aspetto femminile o ambiguo, mascolinizzazione nell’adolescenza) e sindrome da insensibilità agli androgeni (aspetto femminile; 0,005%).
– Inoltre, il tipo femminile (XX) dà luogo a due varianti: anomalia degli organi genitali (clitoride ipertrofico, fusione delle labbra; circa l’1% delle nascite) e iperplasia surrenalica congenita (aspetto maschile; 0,01%).32
Migliaia di sessi?
I casi cosiddetti di “intersessualità” rappresentano una percentuale ridotta ma non trascurabile della popolazione: dallo 0,5 all’1,7 per cento (simile alla percentuale di persone con i capelli rossi)33. Si tratta di un tasso leggermente diverso da quello di altre anomalie, come l’ipospadia (un maschio su centocinquanta, ovvero lo 0,7%)34, ed è inferiore alla prevalenza media, considerando tutte le anomalie, del 2,5%35, che rappresentano comunque diverse decine di milioni di esseri umani da prendere in considerazione.
Sebbene la percentuale di persone “intersessuali” sia bassa, le diverse sessualità sono praticamente innumerevoli. Questo perché sono molti i fattori che intervengono nella costruzione del sesso biologico. Pertanto, oltre alle ghiandole riproduttive (sesso gonadico), vi sono, come minimo, i cromosomi X e Y (sesso genetico o cromosomico), gli organi genitali (sesso anatomico), gli ormoni predominanti (sesso ormonale), senza trascurare l’ambiente (ad esempio, gli interferenti endocrini durante la gravidanza).
Questi elementi sono altrettante occasioni di variazione, tanto più che intervengono in momenti ben distinti del ciclo di sviluppo; momenti che, per semplificare, possono essere riassunti in quattro: la fecondazione (sesso cromosomico), la vita intrauterina (sesso gonoforico), la nascita (sesso perineale o anatomico che determina il sesso anagrafico) e la pubertà (sesso ormonale); sapendo che a ogni fase dello sviluppo corrispondono rischi di deviazioni diverse36. A queste sessualità si aggiungono l’identità sessuale (sesso psichico) e l’orientamento sessuale (sesso libidinale).
Non sorprende quindi che, fino ai vertici dello sport (il CIO), i controlli sul sesso degli atleti siano stati aboliti:
Le autorità sportive, ritenendo che nessuno dei test di femminilità (esame ginecologico, ricerca di determinati geni, ecc.) introdotti a partire dagli anni ’60 fosse soddisfacente, hanno semplicemente abolito questo tipo di controllo nel 2000.37
Anche i famosi test ormonali, che controllano ad esempio i livelli di testosterone (legati ai caratteri maschili), sono stati sospesi nel 2014 dalla Federazione Internazionale di Atletica Leggera (IAAF) su richiesta del Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) . Questo perché la differenza nei livelli di testosterone è talvolta più significativa tra due uomini che tra un uomo e una donna38. Anne Fausto-Sterling , che vanta una doppia competenza in biologia e sociologia, ha da tempo denunciato le denominazioni culturali degli ormoni cosiddetti sessuali: androgeni (stimolano o controllano lo sviluppo e il mantenimento dei caratteri maschili) ed estrogeni (associati alla funzione riproduttiva), una scelta ovviamente sociale e politica, poiché “ormoni steroidei” sarebbe stato adatto a entrambi i sessi.39.
Due sessi “e altri”
Alla luce di questa breve indagine, ci sembra inevitabile considerare, dal punto di vista biologico, un gruppo «altri», che riunisce combinazioni dei due sessi. C’è innanzitutto l’argomento della riproduzione, ovvero della sopravvivenza della specie:
Gli stati intermedi dei diversi sessi biologici sono estremamente rari e spesso associati all’infertilità, il che, da un punto di vista evolutivo, li condanna a un vicolo cieco.40.
In altre parole, se una varietà di sessuazione non è riproducibile, è del tutto effimera e quindi non esiste in quanto tale, il che “non toglie nulla” all’individuo interessato: essere umano e cittadino come tutti gli altri.41.
Inoltre, dal momento che ogni sessualità “diversa” è definita in base a caratteristiche di riferimento maschili o femminili – e come potrebbe essere altrimenti? –, si confermano implicitamente i due sessi comuni. L’osservazione di Anne Fausto-Sterling sull’influenza culturale (maschile), innegabile in un certo funzionamento della scienza biologica42, non cambia nulla: l’ideologia di genere non crea il sesso animale (i cui molteplici «intersessuali» sono ben noti alla zoologia e all’etologia).
Se si parla quindi di tipo – e non di categoria –, si può concordare sull’esistenza di un dimorfismo generico, quello dei due sessi umani essenziali:
- Maschio: un cromosoma X e uno Y, testicoli, pene, canali interni che consentono l’evacuazione dell’urina e dello sperma e caratteri sessuali secondari predominanti (muscolatura, barba);
- Femmina: due cromosomi X, ovaie, canali interni che consentono l’espulsione dell’urina e degli ovuli, il sistema necessario alla gravidanza e allo sviluppo fetale e caratteri sessuali secondari (seno).
Oltre a ciò, senza voler partecipare a una “utopia multigenere”43, ma per tutti coloro che lo desiderano, sembra ormai necessario qualificare l’insieme delle sessualità divergenti e asessuali. Questa necessità è di ordine sociale, poiché il riconoscimento può garantire una migliore protezione e limitare gli interventi chirurgici normalizzanti imposti.44.
Nella letteratura anglosassone si trovano denominazioni come “n-sex“, “meta-sex“, “next sex” o “no-sex“, ma nessuna di esse copre tutti i casi. Se il Consortium on management of disorders of sex development evita giustamente il termine troppo ambiguo di intersessuale, il suo “DSD”45 può sembrare stigmatizzante.46. Come abbiamo visto, il termine “ermafrodito” sarebbe del tutto inappropriato. GNC (gender nonconforming, genere non conforme) sarebbe più appropriato? Dal 2013 la Germania consente di non indicare il sesso nell’anagrafe (unbestimmt Geschlecht, sesso indeterminato) e, come abbiamo visto, alla fine del 2017 si attendeva dai parlamentari una «designazione positiva del sesso»: “inter”, “diverso” o altro47. In Australia, dal 2014, è consentita la menzione “non specifico” per lo stato civile, mentre in Francia una sentenza a favore della designazione “neutra” è stata recentemente invalidata in appello e poi in cassazione.48 Rimane la fase del Tribunale europeo dei diritti dell’uomo49!
Sapendo che “il Consiglio d’Europa raccomanda agli Stati membri di non scegliere un indicatore di genere specifico (“maschile” o “femminile”) [… e che] il Difensore dei diritti si è detto favorevole al diritto di ogni persona di non indicare il proprio “sesso” sui documenti di uso quotidiano”50, non c’è dubbio che la legge cambierà, ma quando? E fino a che punto?
Come si può osservare, la legge ha difficoltà a conformarsi alla biologia, mentre in materia di genere sembra molto meno timida: con i cambiamenti di genere a partire dai quattordici anni (Québec, 2016), il transessualismo che, da poco, non è più considerato una malattia mentale (Francia, 2010)51 e l’istituzionalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Tuttavia, le questioni in gioco sembrano simili, con, in un caso, la necessità di frenare le mutilazioni non consensuali dei “devianti”52, e nell’altro caso ridurre la discriminazione che può portare alcuni concittadini maschi a bruciarne vivi altri con il pretesto dell’omosessualità53, o alcuni Stati ad autorizzare trattamenti “senza fondamento scientifico” destinati a modificare l’orientamento sessuale degli omosessuali54.
Con Denise Riley (1948-), si può deplorare «l’insopportabile allure di eternità della polarità sessuale», ma, al di fuori del transumanesimo, questa polarità sembra esseresempre statae saràsempre presente nell’essere umano. Ciò non toglie nulla al «carattere storicamente costruito dell’opposizione (tra maschile e femminile) [che] produce come uno dei suoi effetti proprio quell’aria invariabile e monotona di opposizione tra uomini e donne»55, ma allora si abbandona il sesso per il genere: «la più fondata delle illusioni collettive»56, forse!
Note
- “La cosa fondamentale è che le donne sono più simili agliuomini che aqualsiasi altra cosaal mondo. Sono esseri umani. Vir è maschio e Femina è femmina, ma Homo è maschio e femmina”, Dorothy Leigh Sayers (1893-1957), «The human-not quite-human», Are Women Human? Astute and Witty Essays on the Role of Women in Society, Londra, 1959 (postumo).[↩]
- «La natura umana era in origine molto diversa da quella che è oggi. Inizialmente esistevano tre tipi di uomini, i due sessi che ancora esistono [189e] e un terzo composto dai primi due e che li racchiudeva entrambi: si chiamava androgino; fu distrutto, e l’unica cosa che ne rimane è il nome che è oggetto di disprezzo», Platone , Il banchetto, Opere di Platone, trad. V. Cousin, Parigi: Rey, 1849[↩]
- Making sex, body and gender from the Greeks to Freud , Cambridge: HUP, 1990, p. viii.[↩]
- In Galeno (129-v. 216), gli organi femminili sono visti come versioni interne degli organi maschili esterni (women are but men turned outside in): la vagina come pene, l’utero come scroto, le labbra come prepuzio, persino le mestruazioni come emorroidi sanguinanti; Thomas Laqueur , La fabrique du sexe. Saggio sul corpo e il genere in Occidente, trad. M. Gautier, Parigi: Gallimard, 1992, p. viii & 4.[↩]
- Thomas Laqueur , ibid., p. ii.[↩]
- Cosa che non era già il caso per Aristotele : «spesso la donna concepisce senza aver provato il minimo piacere nell’accoppiamento», Generazione degli animali, L. I, cap. XII, 728a. Inoltre: «Pur avendo provato la stessa sensazione intensa e pur avendo compiuto lo stesso atto, l’uomo e la donna non generano» (ibid.).[↩]
- «Nell’epoca moderna, Freud che riconosce l’unicità della libido nonostante i due sessi distinti è un caso eccezionale», Annick Jaulin , «La fabrique du sexe, Thomas Laqueur et Aristote », Clio. Histoire‚ femmes et sociétés (online), n° 14, 2001 (pp. 195-205), § 8.[↩]
- «La retorica aristotelica diventa quindi quella del sesso unico», Thomas Laqueur , ibid., p. 49.[↩]
- «La donna assomiglia a un uomo che non genera più; è colpita da una sorta di impotenza»,Generazione degli animali, L. I, cap. XIV, 728b).[↩]
- Generazione degli animali, 768a25-28 e 768a21-23.[↩]
- Annick Jaulin , op. cit., § 14. La generazione riguarda «sia l’individuo che il genere, ma più l’individuo, perché questo è sostanza» (767b32-34), ibid. La tesi di Annick Jaulin , «Genre, genèse, génération chez Aristote » (1995) è stata pubblicata nel 1999 da Klincksieck: Eidos et ousia. De l’unité théorique de la Métaphysique d’Aristote.[↩]
- Le Monde.fr, 8 novembre 2017, la designazione è lasciata alla scelta dei parlamentari: «inter», «diverso» o qualsiasi altra «designazione positiva del sesso» (ibid.).[↩]
- Das dritte Geschlecht (1899, Il terzo sesso) è un romanzo di Ernst von Wolzogen (1855-1934) che definisce così le femministe: donna all’esterno, anima difettosa di uomo all’interno, mentre nel saggio Forschungen über das Rätsel der mannmännlichen Liebe (1864-1865, L’enigma dell’amore tra uomini) di Karl-Heinrich Ulrichs (1825-1895), la sua teoria biologica del «terzo sesso» riguarda gli uomini omosessuali, che questa volta hanno «un’anima di donna in un corpo di uomo».[↩]
- «La persona che ha presentato ricorso ha mostrato ai giudici della Corte Suprema delle analisi cromosomiche che dimostrano che non è né uomo né donna», Le Monde.fr, ibid.[↩]
- Karl Heinrich Ulrichs (1825-1895), con lo pseudonimo di Numa Numantius, “Vindex” : Social-juristische Studien über mannmännliche Geschlechtsliebe (“Studi socio-giuridici sull’amore sessuale tra uomini“), Lipsia: Heinrich Matthes, a spese dell’autore, 1864. Karl Heinrich Ulrichs (1825-1895), con lo pseudonimo di Numa Numantius, “Vindex” : Social-juristische Studien über mannmännliche Geschlechtsliebe («Studi socio-giuridici sull’amore sessuale tra uomini»), Lipsia: Heinrich Matthes, a spese dell’autore, 1864.[↩]
- Minna Wettstein-Adelt (1869- ?), con lo pseudonimo di Aimée Duc, Sind es Frauen? Roman über das dritte Geschlecht (“Esistono le donne? Romanzo sul terzo sesso“), Berlino: R. Eckstein Nachf., 1901.[↩]
- Théophile Gautier o (1811-1872), Mademoiselle de Maupin (1835), Parigi: Charpentier, 1876, p. 363.[↩]
- Il canone pāli, o Tipiṭaka (Tre Cestini), raccoglie i testi in lingua pāli che costituiscono la dottrina del buddismo Theravada.[↩]
- Più precisamente, ubhatobyanjanaka caratterizza in primo luogo il genere, mentre pandaka si riferisce a forme speciali di sessualità o alla sua incapacità. Pertanto, «nelle primissime comunità buddiste, gli uomini penetrati analmente erano considerati femminilizzati e giudicati ermafroditi. Al contrario, gli uomini che praticavano la fellatio non erano considerati come coloro che oltrepassavano un confine di sesso/genere, ma piuttosto come coloro che avevano pratiche sessuali anomale senza che ciò minacciasse la loro esistenza di genere maschile”, Peter A. Jackson , “The Persistence of Gender: From Ancient Indian Pandakas to Modern Thai Gay-Quings”, Meanjin 55, n. 1 (Università di Melbourne), 1996, pp. 110-120; traduzione nostra. «I due termini rimandano all’unica categoria dell’omosessualità maschile attuale, così come culturalmente costruita in Occidente, mentre all’epoca del Buddha erano indicatori di tipi individuali distinti» (ibid.). Cfr. anche Janet Gyatso, “One Plus One Makes Three: Buddhist Gender Conceptions and the Law of the Non-Excluded Middle”, History of Religions, 2003, n. 2, University of Chicago press[↩]
- Anne Fausto-Sterling , « The Five Sexes: Why male and female are not enough », The Sciences, maggio/aprile 1993, pp. 20-24.[↩]
- Lo studio di persone parzialmente «ermafrodite» mostra un’immensa varietà di anatomie sessuali, cfr. Anne Fausto-Sterling , «The Five Sexes, Revisited», Sciences (New York), vol. 40, n° 4, 2000, pp. 18-23. Si veda anche: Anne Fausto-Sterling , trad. Anne-Emmanuelle Boterf, Les cinq sexes : Pourquoi mâle et femelle ne suffisent pas ?, Parigi: Payot, 2013.[↩]
- Gonade che presenta sia le caratteristiche di un testicolo che di un’ovaia.[↩]
- Alice D. Dreger , Cheryl Chase , Aron Sousa , Philip A Gruppuso & Joel Frader , « Changing the Nomenclature/Taxonomy for Intersex: A scientific and Clinical Rationale », Journal of Pediatric Endocrinology & Metabolism, 18, Londra: Freund, 2005, p. 729. http://www.aissg.org/ PDFs/Dreger -Nomenclature-2005.PDF. Traduzione nostra.[↩]
- Edwin Klebs , Handbuch der Pathologischen Anatomie (“Manuale di anatomia patologica”), Berlino: Hirschwald, 1876, spec. vol. 1, p. 718; Dreger , op. cit., p. 730.[↩]
- Un ermafrodita, per definizione, possiede l’apparato genitale e sessuale completo di entrambi i sessi, cosa che non si è mai verificata negli ominidi.[↩]
- Insieme dei caratteri osservabili e apparenti di un individuo o di un organismo dovuti a fattori ereditari (CNRTL).[↩]
- insieme dei caratteri somatici o psicologici che un individuo o una specie riceve per trasmissione ereditaria, veicolati dai geni (CNRTL).[↩]
- Dreger , op. cit., p. 730. Sottolineiamo. Gli autori formulano un elenco di raccomandazioni (p. 733), ma nessuna nuova tassonomia in questa fase.[↩]
- La sindrome da insensibilità completa agli androgeni (SICA) è un’anomalia dello sviluppo sessuale caratterizzata dalla presenza di genitali esterni femminili in un individuo con cariotipo 46,XY, i cui testicoli sono normalmente sviluppati ma in posizione addominale e che non risponde agli androgeni a livelli adeguati all’età; Orpha.net (Il portale delle malattie rare e dei farmaci orfani). In inglese: CAIS – Complete Androgen Insensitivity Syndrome.[↩]
- Questo deficit ha permesso di spiegare i frequenti casi (2%) in un villaggio isolato nel sud-ovest della Repubblica Dominicana negli anni ’70, di bambini nati femmine ma diventati maschi alla pubertà: i guevedoces (letteralmente: “pene a 12 anni”) o machihembras (“prima donna, poi uomo”), clinicamente definiti “pseudoermafroditi maschi”; Ralph E. Peterson , Julianne Imperato-McGinley , Teofilo Gautier , Erasmo Sturla , «Male pseudohermaphroditism due to steroid 5α-reductase deficiency», The American Journal of Medicine, vol. 62, 2ndissue, Feb. 1977, pp. 170-191.[↩]
- Consortium on the Management of Disorders of Sex Development, Clinical Guidelines for the Management of Disorders of Sex Development in Childhood, 2006 (www.dsdguidelines.org).[↩]
- Lise Barnéoud , «Quand la science redéfinit l’opposition entre les sexes», Science & Vie n° 1207, aprile 2018, p. 45.[↩]
- Nazioni Unite, Diritti umani, Ufficio dell’Alto Commissario, “Intersessualità”, Nota informativa, https://www.unfe.org/fr/intersex-awareness/. Inoltre: “How sexually dimorphic are we? Review and synthesis” (Melanie Blackless , Anthony Charuvastra , Amanda Derryck , Anne Fausto-Sterling , Karl Lauzanne , Ellen Lee ), American Journal of Human Biology, aprile 2000, 12 (2), pp. 151-166. Da una a due nascite su mille richiedono interventi chirurgici correttivi (ibid.).[↩]
- In questa anomalia frequente, ma il più delle volte benigna e facilmente riparabile, l’orifizio del pene (l’apertura dell’uretra) è situato sul corpo del pene o, più raramente, sullo scroto o nel perineo.[↩]
- Anencefalia, spina bifida, trasposizione dei grandi vasi, tetralogia di Fallot, Ipoplasia ventricolare sinistra, Coartazione dell’aorta, Labbro leporino e palatoschisi, Palatoschisi, Atresia esofagea, Atresia anorettale, Ernia diaframmatica, Laparoschisi, Onfalocele, Agenesia renale bilaterale, Ipospadia, riduzione degli arti e anomalie cromosomiche: trisomia 21 (sindrome di Down), trisomia 18 (sindrome di Edwards), trisomia 13 (sindrome di Patau), sindrome di Turner, sindrome di Klinefelter, come riportato da Santé publique France[↩]
- Cfr. Philippe Testard-Vaillant , «Combien y a-t-il de sexes ?», lejournal.cnrs.fr, 2 agosto 2016. Cfr. anche: Thierry Hoquet , Des sexes innombrables, le genre à l’épreuve de la biologie, Parigi: Seuil, 2016.[↩]
- Philippe Testard-Vaillant , ibid. “Gli sforzi scientifici per determinare in modo definitivo il sesso, come nei test del Comitato Olimpico sulla configurazione cromosomica delle cellule dellacavità buccale, portano a risultati ridicoli”, Thomas Laqueur , Making Sex. Body and Gender from the Greeks to Freud , Cambridge: HUP, 1990, p. viii.[↩]
- Philippe Testard-Vaillant , ibid. Di conseguenza, i livelli di ormoni steroidei (denominazione neutra) diventano caratteristiche naturali (escluso il doping) allo stesso titolo delle gambe lunghe o delle braccia muscolose, a seconda dello sport praticato.[↩]
- Cfr. Anne Fausto-Sterling , Corps en tous genres : La dualité des sexes à l’épreuve de la science, trad. Oristelle Bonis e Françoise Bouillot, Parigi: La Découverte, 2012, in particolare sulla storia degli ormoni detti «sessuali»: cap. VI, VII e VIII. Si veda anche la sua critica dell’età dell’oro dell’endocrinologia, in cui la chimica «impregna il corpo, dalla testa ai piedi, di significati di genere» (p. 171).[↩]
- Éric Vilain (dal laboratorio Epigenetica, dati, politica dell’Unità CNRS/UCLA), citato da Philippe Testard-Vaillant , ibid.[↩]
- Proprio come un sordo, un cieco o qualsiasi altra persona con disabilità dalla nascita (o meno) è comunque un essere umano. E se l’infertilità è vista come una disabilità, come l’impotenza o la frigidità – per restare nel campo sessuale -, qualsiasi sessualità “diversa” non è per forza un problema[↩]
- Anche nella biologa Joëlle Wiels : «L’ideologia patriarcale […] permea la maggior parte delle società. Dalla fine degli anni ’50 all’inizio degli anni ’90, la biologia – che non è, e non sarà mai, una scienza neutrale – si è concentrata sui geni coinvolti nella formazione dei testicoli e ha completamente ignorato quelli che potrebbero intervenire nello sviluppo delle ovaie. Fino a poco tempo fa prevaleva l’idea che si nascesse femmina se non si possedevano determinati geni della mascolinità e che il cromosoma Y avesse un ruolo dominante nella determinazione del sesso», Joëlle Wiels , citata da Philippe Testard-Vaillant , ibid. Oppure il modello unisex preceduto dal genere secondo Thomas Laqueur, come abbiamo visto.[↩]
- Anne Fausto-Sterling , Corps en tous genres: La dualité des sexes à l’épreuve de la science, op. cit., p. 134.[↩]
- Ad esempio, a Malta, la recente legge del 2015: A Gender Identity, Gender Expression and Sex Characteristics, «vieta esplicitamente i trattamenti e/o gli interventi chirurgici di attribuzione del sesso che possono essere effettuati in un secondo momento, quando la persona è in grado di dare il proprio consenso informato, salvo circostanze eccezionali», anonimo, «La condition des personnes intersexes à l’étranger», lemonde.fr, 21 marzo 2017.[↩]
- Disorders of Sex Development: Disturbi dello sviluppo sessuale[↩]
- Il Senato francese propone quindi di sostituire “disturbi/alterazioni dello sviluppo sessuale” con “variazioni dello sviluppo sessuale”, in “Variazioni dello sviluppo sessuale: rompere un tabù, combattere la stigmatizzazione e l’esclusione”, Rapporto informativo delle signore Maryvonne Blondin e Corinne Bouchoux , redatto a nome della delegazione per i diritti delle donne, n. 441 (2016-2017), 23 febbraio 2017.[↩]
- Le Monde.fr, 8 novembre 2017. Si può notare l’influenza reciproca della lingua e della cultura, dato che il tedesco dispone di un neutro, mentre il francese e l’italiano no.[↩]
- La legge francese non consente di indicare negli atti di stato civile un sesso diverso da quello maschile o femminile […], e questa dualità dei sessi è necessaria all’organizzazione sociale e giuridica”, sentenza della Corte di cassazione, citata da Laurence Neuer , “La Corte di cassazione rifiuta la menzione ‘sesso neutro’ nello stato civile », Lepoint.fr, 5 maggio 2017. Secondo l’avvocato del ricorrente, «[… la Corte] si rifugia dietro gli sconvolgimenti che ciò creerebbe invocando un aspetto puramente tecnico, la modifica delle disposizioni legislative» (ibid.).[↩]
- Che «riconosce “un diritto all’identità sessuale, diritto legato alla realizzazione personale, che è un aspetto fondamentale del diritto al rispetto della propria vita privata”», Isabelle Mourgère , «Terzo sesso, genere neutro o intersessuale: la Francia fa un primo passo, poi fa marcia indietro», information.TV5monde, 24 marzo 2016.[↩]
- Laurence Neuer , ibid.[↩]
- La transessualità è stata eliminata dal codice della previdenza sociale che fino ad allora la considerava una delle «patologie psichiatriche di lunga durata», Achille Weinberg , «Nos quatre sexes», Sciences Humaines, 9 gennaio 2017.[↩]
- Cfr. Human Rights Watch, “I Want to Be Like Nature Made Me. Medically Unnecessary Surgeries on Intersex Children in the US” (“Voglio essere come la natura mi ha fatto. Interventi chirurgici non necessari sui bambini intersessuali negli Stati Uniti”), https://www.hrw.org/ report, 25 luglio 2017.[↩]
- « Sébastien, 35 ans, brûlé vif parce qu’homosexuel », Le Monde, 3 febbraio 2004; ma anche in Iraq, Uganda e altrove[↩]
- ad esempio la Germania: “un migliaio di trattamenti all’anno”, ma che sta valutando di vietarli; Ninon Renaud , «La Germania intende vietare le terapie anti-omosessuali», lesechos.fr, 12 giugno 2019.[↩]
- Denise Riley, «Summary of Preamble to Interwar Feminist History Work», articolo inedito presentato al Seminario del Pembroke Center, maggio 1985, p. 11; citato da Joan Scott, Éléni Varikas, «Genre: Une catégorie utile d’analyse historique», Les Cahiers du GRIF, n° 37-38, « Le genre de l’histoire », 1988 (pp. 125-153), p. 138 ; anche in Jeanne Bisilliat, Christine Verschuur (dir.), « Le genre : un outil nécessaire : Introduction à une problématique », Cahiers Genre et développement n° 1, Parigi : L’Harmattan, 2000, p. 53.[↩]
- Pierre Bourdieu , Le sens pratique, Parigi: éd. de Minuit, 1980; citato da Joan Scott , op. cit., p. 143.[↩]