Si distinguono generalmente tre tipi di paradossi:
- Paradossi cognitivi (paracosmies)
Quando il ragionamento è irreprensibile e la contraddizione nasce dall’accostamento di due realtà incompatibili, si ha un paradosso cognitivo, una paracosmia.
Esempio: il paradosso del “cielo in fiamme” (Olbers), che contraddice il fatto che il cielo notturno sia oscuro.
Questo tipo di paradosso è particolarmente diffuso nelle scienze, tanto che spesso si parla di paradossi scientifici. - Errori logici (paralogies)
Quando le realtà incompatibili presentate sono incontrovertibili, ma la contraddizione nasce da un ragionamento fallace, ci troviamo di fronte a un paradosso logico, una paralogia.
Esempio: « Socrate è mortale; il cavallo è mortale; dunque Socrate è un cavallo ».
In realtà non vi è stata alcuna dimostrazione: è un errore logico.
La paralogia è un errore involontario, mentre il sofisma è un errore volontario mirante a ingannare. - Dilemmi logici o antinomie (paradoxies)
Quando sia le premesse sia il ragionamento sono corretti, ma non si può giungere ad alcuna conclusione ragionevole, si parla di paradossia, cioè di un vero dilemma logico o di un’antinomia.
Esempi: il paradosso del Mentitore (« Questa frase è falsa ») o quello del Barbiere.
Più precisamente
Il termine paradosso (dal greco para-doxa, “contro l’opinione”) designa una proposizione o situazione che appare contraddittoria, ma che, se esaminata attentamente, rivela una struttura logica o ontologica più profonda.
Il paradosso nasce spesso da una tensione fra due livelli di realtà, oppure tra il discorso e ciò di cui esso parla — come nel paradosso del Mentitore, in cui il linguaggio si riferisce a se stesso.
Le paracosmie, le paralogie e le paradossie manifestano, in gradi diversi, i limiti del pensiero discorsivo:
— le paracosmie rivelano il limite della concettualizzazione scientifica di fronte al reale;
— le paralogie mostrano i limiti della logica di fronte a se stessa;
— le paradossie mostrano che una risoluzione razionale può essere impossibile senza un cambiamento di livello.
Dal punto di vista metafisico, i paradossi segnalano che la ragione discorsiva non può abbracciare l’intera realtà e che può essere necessario un atto intellettivo superiore (intuitivo).
Il paradosso diventa così una porta verso l’intelligibile, permettendo l’accesso a una visione più alta — non sopprimendo la contraddizione, ma trasformando il punto di vista.
Per approfondire
- Zenone di Elea, Paradossi — Sul movimento e l’infinito.
- Aristotele, Metafisica, Γ — Sul principio di non-contraddizione.
- Kant, Critica della ragion pura, Antinomie — Sulle contraddizioni inevitabili della ragione quando oltrepassa i propri limiti.
- Lewis Carroll, “What the Tortoise Said to Achilles” — Sulla regressione logica infinita.
- Bertrand Russell — Paradosso di Russell, teoria degli insiemi.
- Wittgenstein, Tractatus ; Ricerche filosofiche — Sui limiti del linguaggio.
- Bruno Bérard, La métaphysique du paradoxe ; vol. 1: Paradoxes et limites du savoir ; vol. 2: La connaissance paradoxale (Paris, L’Harmattan, 2019) — Riflessione sistematica sui paradossi, le loro tipologie, il loro senso intellettuale e il loro superamento metafisico.