L’esoterismo può essere descritto come un “velo” – che suggerisce la presenza di un qualcosa dietro –, mentre la metafisica, in modo trasparente, mostra una presenza svelata (cfr. Borella)
Più particolarmente
Nel suo senso più profondo, l’esoterismo non si riduce né a una dottrina nascosta né a un insieme di pratiche riservate a pochi iniziati: designa piuttosto un’attitudine dello spirito rivolta all’interno, alla ricerca del significato ultimo dietro le forme, i simboli e i dogmi. Implica che ogni realtà visibile nasconda una realtà invisibile, e che comprendere la prima significhi penetrare la seconda. Il velo non è dunque un ostacolo, ma un segno di profondità, un invito a oltrepassare le apparenze per raggiungere la sorgente.
La metafisica, invece, non si ferma a questo disvelamento simbolico: contempla ciò che è svelato stesso, ciò che è, nella sua verità nuda, senza ricorrere all’immagine o al simbolo. Se l’esoterismo è il cammino, la metafisica è la luce nella quale il cammino scompare. Il loro rapporto non è di opposizione ma di continuità: l’esoterismo inizia, la metafisica compie.
In questa prospettiva, Jean Borella ha spesso mostrato che l’esoterismo autentico può esistere solo fondato nella metafisica: senza riferimento all’Assoluto, degenera in curiosità psichica o ricerca di potere interiore. Integrato in una visione metafisica, diventa invece una via viva di conoscenza, un linguaggio della trascendenza adattato alle forme religiose e culturali del mondo.
Per approfondire
Jean Borella, Esoterismo e simbolo, L’Harmattan, 1997.
René Guénon, Aspetti dell’esoterismo cristiano, Gallimard, 1954.
Bruno Bérard, Sui sentieri della metafisica (Roma, Simmetria), trad. di Métaphysique pour tous (Parigi, L’Harmattan, 2022); trad. ingl. Metaphysics for Everyone; trad. spagn. ¿Qué es la metafísica?; trad. ted. Was ist Metaphysik? – sulla comprensione metafisica degli archetipi come principi universali che uniscono l’essere, la coscienza e il simbolo.